La Grecia tira ancora la cinghia, è l’Europa a chiederlo

La Grecia tira ancora la cinghia, è l'Europa a chiederloIl messaggio “europeo” è chiaro “se volete gli aiuti dovete fare sacrifici”, e al primo ministro non è rimasto altro che chiedere al Parlamento greco di votare questa ennesima “forbice” per lo stato sociale, mentre fuori ci sono disordini in piazza. Il voto arriva solo dopo poche ore quello dell’Euro-gruppo che deve dare il via libera al sostegno di aiuti internazionali per 86 miliardi di euro, Tsipras vince per soli tre voti, ma il popolo non sembra d’accordo.
Le misure approvate dal Parlamento greco prevedono un aumento delle tasse dirette e indirette per un valore di circa 3.6 miliardi: l’Iva che prima era la 23%, sale al 24%, mentre la soglia di reddito esentasse è stato diminuito ulteriormente euro. Saranno rivisti al rialzo anche gli scaglioni di aliquote IRPEF mentre ai redditi più alti verrà aumentata la tassa di partecipazione e si interverrà pure con una gabella sui giochi.
Tagli anche sulle pensioni ma non quelle minime, tuttavia ci sarà una diminuzione dei cosiddetti “assegni supplementari”, questo per accantonare altri risparmi per circa 1.8 miliardi. La “patata bollente” ora passa all’Euro-gruppo che dovrà pronunciarsi sul via libera al nuovo pacchetto di aiuti da 5 miliardi di euro, miliardi necessari per la Grecia, per saldare pagare i circa 3.5 miliardi di debiti in scadenza a Luglio ed evitare cosi il default.
A questo nuovo piano di aiuti che, costringerà alcune classi sociali greche a nuovi sacrifici, oltre a quelli già fatti non sono mancate le proteste, decine di migliaia di persone sono scese oggi in piazza nella capitale Atene, proteste anche a Salonicco su appello delle associazione di sinistra. I primi a scendere in piazza sono stati i rappresentanti del Fronte per la lotta dei lavoratori. Non sono mancati gli estremisti che, hanno lanciato bottiglie molotov contro le forze dell’ordine. Ancora una manovra “impopolare” per la Grecia.
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