“Quote Rosa”, una storia lunga una vita

“Quote Rosa”, una storia lunga una vitaLe “Quote Rosa”, meglio sarebbe dire le Donne che lavorano, quelle che si alzano la mattina alle 5, preparano la colazione per i mariti, figli ed altri, e poi vanno a lavorare, le “Quote Rosa” che sono occupate nelle fabbriche e che sono costantemente controllate dall’occhio vigile di qualche “capo” che probabilmente conta i minuti quando vanno in bagno; le “Quote Rosa”, quelle donne che partecipano attivamente in tutte le realtà lavorative, cercando di far crescere l’economia del nostro Paese, ma che tuttavia sono le più mal pagate.
Il mondo del lavoro è profondamente cambiato in questo ultimo ventennio, purtroppo, è cambiato in peggio, oserei dire che oramai abbiamo “toccato il fondo”, personaggi disonesti che, con il loro comportamento hanno mandato a scatafascio il nostro Paese, restano incuranti che a pagare siano le persone che lavorano, e maggiormente le Donne; queste persone corrotte non la smetteranno mai di approfittare della loro posizione per il loro tornaconto personale, perché devono intascare le stesse somme anche in tempi di crisi.
Stanno “raschiando il fondo del barile”, io lo vedo, e lo sento da donne che lavorano in vari settori, alcune sono costrette a turni massacrati, per il semplice motivo per cui nelle aziende manca il ricambio generazionale, mentre il nostro ministro si chiede come mai c’è un grande tasso di disoccupazione (incredibile), centinaia di riforme che hanno solo portato ai classici regali alle aziende, e tolto i diritti (quei pochi che c’erano) agli operai, tutto questo in un grande “affare” in cui sono “complici” moti sindacati che, durante questi anni si sono “girati” dall’altra parte mentre veniva perpetrato uno dei più grandi imbrogli della storia del nostro Paese da quando c’è la Repubblica.
Sono le Donne a pagare maggiormente queste scelte scellerate fatte in questi ultimi anni, Donne che si “rompono la schiena”, costrette loro malgrado di mantenere un posto di lavoro che dovrebbe essere nel diritto di ogni cittadino italiano, e che invece sembra esser diventato un premio da vincita al Super Enalotto.
“Quote Rosa”, questo termine che ormai “suona” come una beffa per tutte le Donne operaie, è stato coniato da qualche parlamentare, con la scusa di far entrare più Donne i parlamento, i risultati sono stati abbastanza soddisfacenti, peccato che chi di dovere si è dimenticato delle “quote Rosa” fuori da quel contesto, e che le stesse devono sopperire sacrificando la loro vita famigliare per mantenere una classe dirigente che ci ha portato nello stato disastroso in cui siamo.
Io non so quando, questo periodo “buio” che stiamo attraversando finirà, i danni causati sono paragonabili ad un conflitto mondiale, ci vorranno moltissimi anni per recuperare quanto è stato rovinato, ma se è vero che “tutto a un fine”, questo sarebbe il momento adatto per fare un “rewind” anche se, è già troppo tardi; per quanto riguarda le Donne che lavorano, molti dovrebbero vergognarsi di come vengono trattate, le stesse dovrebbero stare su un “piedistallo di cristallo”, ma forse questo è riservato alle “Quote Rosa speciali”.
Se volete commentare (e mi auguro lo facciate), o, correggere quanto scritto, oppure se qualcuno vuole aggiungere altro a seguito del post, lo invito a lasciare un messaggio. Grazie.

One thought on ““Quote Rosa”, una storia lunga una vita

  1. è inutile protestare non serve a nulla quando i sindacati hanno firmato si può solo sperare che cambi governo. ciao

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