Porto Marghera, il lavoro arriverà: quando non si sa

Porto Marghera, il lavoro arriverà quando non si saNon riesco ancora a capire (se realmente c’è qualcosa da capire), forse sarebbe meglio dire che quelli che “contano” non riescono a capirsi, e si, perché se da un lato oramai da molti anni i proclami per rilanciare il lavoro e di conseguenza Porto Marghera, ed altre realtà industriali si sprecano, dall’altro le aziende del nostro Paese continuano a chiudere. In quanto a disoccupazione in Europa siamo sul podio con la “medaglia d’ argento”, al primo posto  risulta essere la Grecia ma siamo proprio sicuri?
Questo non basta, mentre la disoccupazione dilaga si pensa di risolvere il tutto cambiando la Costituzione (cambiando la Costituzione?) Evidentemente riscrivere alcune regole della Costituzione convincerà gli imprenditori a “rischiare” di più (rischieranno?).
Stiamo attraversando un periodo “buio” del nostro paese la corruzione che sottrae ingenti somme di denaro pubblico sta sempre di più creando uno stato sociale disastroso, per rimediare a questa mancanza di fondi gli amministratori sono “costretti” a tagliare”, purtroppo tagliano dove è più facile tagliare! Come detto all’ inizio del post a Porto Marghera le “cose” non vanno bene nel senso che anche il colosso ENI non “risponde” in maniera adeguata alla richiesta dei lavoratori delle sue Raffinerie, non va bene neanche in Sicilia dove la situazione è forse anche peggio.
Ora si comincia a scioperare, ma a mio modesto parere è troppo tardi, forse era il caso di farlo molto prima e in maniera decisa. I lavoratori della Raffineria ENI di Venezia in queste ultime settimane si trovano a dover fronteggiare un’ atteggiamento alquanto discutibile di chi dovrebbe salvaguardare l’ occupazione nel territorio di Porto Marghera ormai ridotto ad un “deserto”, lo stesso dicasi per la raffineria in Sicilia.
Questo è il testo integrale di quanto scritto da RSU della Raffineria di Venezia (che io ho l’ onore di annoverare tra i mie amici in Facebook – qui il link) che vogliono esprimere la loro preoccupazione difronte ad ENI: Lavoratori e Lavoratrici della Raffineria di Venezia e di tutte le imprese di appalto operanti nel sito Veneziano: la spesso paventata decisione di Eni di rivedere parte degli investimenti sottoscritti per il comparto della Chimica e della Raffinazione in Italia e il conseguente ridimensionamento degli assetti industriali e occupazionali, rischia di compromettere definitivamente il già precario sistema energetico del paese e l’identità industriale della regione Veneto. Il mancato riavvio del CRACKING di Porto Marghera previsto dagli accordi sottoscritti getta pesanti ombre sul futuro dei lavoratori di Versalis del Petrolchimico Veneziano e dei lavoratori delle imprese di appalto che come sempre rischiano di pagare il prezzo più alto di questa ennesima mattanza sociale. Per quanto riguarda l’investimento in corso alla Raffineria di Venezia, la RSU della Raffineria continuerà a incalzare affinché il progetto della Bio-Raffineria sia completato come da accordi. A tal proposito faremo immediatamente uscire allo scoperto l’azienda avanzando richiesta alla Direzione Politica e Tecnica della Raffineria per sancire già nei prossimi giorni l’avvio del Secondo Step di riconversione della raffineria. La RSU della Raffineria di Venezia in coerenza con quanto deciso nei coordinamenti delle RSU locali e nazionale aderirà a tutte le iniziative esterne che verranno decise, a partire dalla manifestazione del giorno 28 Luglio 2014, insieme ai lavoratori del Petrolchimico e delle imprese di appalto. I delegati FILCTEM CGIL, FEMCA CISL E UILTEC UIL della RSU della Raffineria di Venezia lanciano l’ennesimo appello alle segreterie territoriali di tutte le categorie affinché vi sia un coinvolgimento univoco di tutti i lavoratori dell’area industriale di Porto Marghera il cui futuro occupazionale è in egual misura a rischio, come parimenti chiedono con forza un Unico Tavolo Nazionale per la gestione della crisi. Per le suddette ragioni la RSU della Raffineria di Venezia aderisce allo sciopero Nazionale di tutti i lavoratori del gruppo ENI proclamato dalle segreterie Nazionali di CGIL, CISL e UIL per il giorno 29 luglio 2014. Le modalità di sciopero e le relative iniziative saranno comunicate nelle prossime ore. R.S.U. Raffineria di Venezia – 28/07/2014 .
Non va bene, non va bene per niente invece di investire si continuano a perdere posti di lavoro. Da una parte proclami a gogò per creare occupazione, mentre dall’ altra si chiude.
Qualcosa non “quadra”. Non posso che esprimere il mio disappunto su quanto sta accadendo a Porto Marghera, e mi sento di essere vicino a tutti gli operai che in questo frangente stanno rischiando di perdere il loro lavoro (che qui in nel nostro Paese è l’ unica fonte di sostentamento – per chi lavora).
Se volete commentare e/o correggere quanto da me espresso potete farlo lasciando un messaggio. Grazie.

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