Nepal, il terremoto devasta la “povertà”

Nepal, il terremoto devasta la povertàTragiche notizie arrivano in questi ultimi  giorni dal Nepal, il terremoto che Sabato scorso ha colpito uno dei paesi più poveri del globo rischia di provocare una catastrofe umanitaria, molte le vittime (tra cui anche italiani), alcune fonti parlano addirittura di oltre 4.000 morti accertati, oltre 7 mila i feriti, ma il tragico bilancio è destinato a salire man mano che passano le ore. Due le scosse di terremoto di fortissima intensità a distanza di mezzora una dall’altra che hanno fatto tremare in modo pauroso la terra in Nepal, questo sisma è il peggiore che ha colpito la zona dell’Himalaya degli ultimi 80 anni.
L’epicentro di questo terribile terremoto è stato localizzato a Lamjung, nel Nepal occidentale, la stessa “località” secondo i media sembra essere stata rasa al suolo.
La prima tremenda scossa Sabato di magnitudo 7.9, seguita da una di minore intensità 6.7 Domenica, hanno raso al suolo interi villaggi e colpito le città provocando morte e distruzione, al momento in cui scrivo questo post, i soccorsi non sono ancora arrivati in tutti i luoghi devastati.
Secondo quanto riportato dalla Bbc, lo sforzo internazionale per portare aiuto alla popolazione è aumentato. Cina, India, Pakistan e la Gran Bretagna sono tra i paesi che contribuiscono con gli aiuti, al fianco di importanti agenzie internazionali. Il Nepal ha chiesto aiuto, dichiarando che ha bisogno di tutto, dai generi di prima necessità, a coperte, tende, medici e paramedici, autisti, ed elicotteri per il soccorso.
Almeno 200 gli alpinisti che sono stati salvati nella zona del monte Everest, dopo il terremoto sulla catena montuosa si sono innescate delle valanghe molto pericolose. Vaste tendopoli sono sorte nella capitale del Nepal, Kathmandu, per quei sfollati che hanno il panico di tornare nelle loro case e per chi è rimasto senza. In tutto il paese, in migliaia hanno e stanno trascorrendo fuori la notte per paura. Ci sono carenze di acqua, cibo ed elettricità, mentre la paura che si scatenino epidemie è alta.
Il governo nepalese, attraverso il suo Segretario Capo Lila Mani Poudyal, dichiarato che il Nepal è a corto di materiali di soccorso e squadre mediche, aggiungendo che c’è un disperato bisogno di “tende, coperte, materassi e diversi tipi di farmaci”. Non disponiamo di elicotteri per portare in salvo le persone, ne abbiamo bisogno. Manca anche l’esperienza necessaria per salvare le persone intrappolate.” Servono medici, ed ospedali da campo per curare chi è stato estratto dalle macerie, ed è sopravvissuto al sisma.
L’acqua sta scarseggiando, e in particolare si teme per i bambini che potrebbero essere a rischio di malattia. Molte comunità (in particolare quelle più vicini alle montagne), si ritiene che abbiano subito un maggior danno da questo violento terremoto. L’agenzia delle Nazioni Unite per i bambini, dichiara che quasi un milione di bambini in Nepal hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria perché sono particolarmente vulnerabili.
Molti gli stranieri dispersi, compreso anche diversi italiani che dopo il sisma non hanno ancora dato notizie, tuttavia per quest’ultimo particolare si presuppone che le fonti di comunicazione siano abbastanza limitate, quindi bisogna attendere.
La Cina ha nel frattempo annunciato che tutte le spedizioni di primavera sul Monte Everest dalla facciata nord della montagna sul lato del confine, sono state sospese. Tanti i monumenti e siti di interesse storico culturale che sono stati “polverizzati”, mentre i soccorritori stanno continuando a recuperare i corpi da sotto le macerie degli edifici crollati a Kathmandu, e nel resto del Nepal.
L’Italia ha già’ destinato centinaia di migliaia di euro e inviato sul luogo un team dell’Unita’ di crisi, ha detto il ministro Gentiloni. Con il passare dei giorni vedremo se ci sono le condizioni per operazioni di recupero dei beni culturali. Ora bisogna impiegarsi nel recupero dei dispersi, dei feriti e dei nostri connazionali che sono fermi e non possono rimpatriare.
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