Liberate il nostro paese. Di Arianna P.

Liberate il nostro paese. Di Arianna P.Tutto a posto, tutto tranquillo! Intravediamo una “una luce”! Proclami di questo tipo li sento dire oramai da decenni e tutti i governi che si sono succeduti nel corso del tempo hanno cercato di inventarsi sempre qualcosa di nuovo per meglio rassicurare il popolo, ma al punto in cui siamo arrivati e con uno stato sociale a dir poco disastroso credo la gente abbia capito che poi tanto “tranquilli” in realtà non lo siamo. Forse non sono stati considerati particolari molto importanti e che in buona parte hanno contribuito a portare nella direzione sbagliata il nostro paese, se solo chi ha “diretto” negli ultimi anni ci avesse pensato prima, probabilmente adesso non ci troveremmo a dover parlare di cose che sono nate, ma nel contempo avrebbero dovuto finire più di 30 fa (vedremo poi alla fine del post di quello che l’ allora governo Craxi probabilmente avrebbe dovuto fare in tema di immigrazione sia regolare che clandestina).
Io uso Facebook di tanto in tanto e solo perché ho qualche parente stretto all’estero, ho diversi “amici” tra cui anche qualche persona colta e tra questi c’è Arianna, che di recente ha postato sul suo diario di Facebook un suo “sentimento” che non ho potuto fare a meno di leggere.
Quanto scritto da Arianna non mi trova d’ accordo in qualche punto, ma sostanzialmente rispecchia quello che è il mio (e credo il pensiero di molti Italiani), che in questo periodo che definirei buio si trovano in difficoltà a causa di realtà e culture di diverso genere che hanno portato il nostro paese nella “tragica” situazione in cui si trova. Questo è quanto scritto da Arianna:
Siamo in guerra, una guerra silente che sta divorando il nostro paese! Nessuno osa, tutti tacciono e lo scempio si sta impossessando delle nostre strade, giardini vicoli, giardini, piazze, stazioni, calli e case. Non esiste più la legge poiché non applicabile a tutti quelli che solcano il territorio italiano. Dovrebbero chiamarla invasione e la chiamano integrazione. Vorrei poche semplici cose per il mio paese, per me e per le persone a me care. Vorrei poter uscire da casa senza dovermi chiudere in macchina, vorrei poter rispedire in Romania tutti i Barbanera, vorrei rispedire in Bangladesh, Marocco, Algeria, Egitto etc etc tutti i venditori abusivi e spacciatori che rubano poco a poco quel che resta della nostra libertà e che si prendono le ultime “lire” rimaste nel nostro paese. Vorrei potermi liberare del nostro sistema politico che coscientemente ci ha venduto a questa pletora di malviventi e che nulla fa per difenderci. Per noi cittadini onesti non c’è scampo. Come soldati senza armi e senza preavviso ci hanno mandato alla guerra! Noi siamo il popolo italiano e dobbiamo fare qualcosa. Se in giro ci fosse un Che Guevara italiano si faccia avanti perché le sue truppe sono pronte! Hasta la victoria siempre!!!”.
Come accennato sopra, il “discorso” non mi trova d’ accordo in qualche punto ma vi posso assicurare che Arianna non è la sola a scrivere di certi argomenti, ne leggo diversi in tal senso sui social network, ma soprattutto essendo io a “contatto” con molta gente durante il mio lavoro di “sentimenti” analoghi ne sento tantissimi.
Parlavo prima del Governo Craxi dei primi anni ’80, quello che io ricordo e che sono stati anni decisivi per quello che in quel periodo era un’ immigrazione allo stato “embrionale” e sicuramente l’allora ministro di competenza (forse l’ Onorevole Martelli) avrebbe dovuto ascoltare il consiglio del suo omonimo Francese che avvertiva l’ Italia di essere troppo permissiva in tal senso e che se avesse continuato a tenere troppo aperte le frontiere un giorno se ne sarebbe pentita.
A questo punto credo che avesse ragione, da li in poi non c’è più stato nessun controllo sul flusso di persone che entravano nel nostro paese. Quello che più mi preoccupa da cittadino italiano, e che ora la situazione è un po’ tesa potrebbe sfuggire di mano, ma questa è un’ altra storia.
Se avete commenti scrivete, avete tutto lo spazio che vi serve. Grazie.

One thought on “Liberate il nostro paese. Di Arianna P.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*