Uber, una spina nel fianco per i tassisti

Uber, una spina nel fianco per i tassistiCi sono molte opinioni e tutte contrastanti riguardo a questo nuovo servizio offerto tramite app su smartphone da un’ azienda che si è inventata di offrire un’ auto (una sorta di taxi) alle persone che lo richiedano, in buona sostanza questa nuova app che è già in circolazione da diversi mesi e che sta facendo infuriare come “una spina nel fianco” i tassisti di mezzo mondo offre la possibilità di reperire persone automunite che si offrono di portare a bordo della loro auto quanti lo richiedano sostituendosi cosi ai regolari e tassatissimi tassisti.
Il costo di questo servizio sembra essere (a parere di qualcuno) al di sotto dei normali prezzi di mercato offerti dai tassisti indipendenti o della compagnie ma ovviamente c’è di mezzo una macchina fiscale e burocratica non di poco conto.
Vediamo più nello specifico cosa comporta essere un regolare tassista: se per essere “socio” di Uber basta solo avere un’ automobile e la patente (oltre ad essere iscritti al sevizio come autista), il tassista regolare è sottoposto ad una serie di regole sia fiscali che burocratiche, insomma servono permessi su permessi, abilitazioni ecc… oltre al punto forse più fondamentale che quello di pagare le tasse su ogni “corsa” effettuata (quest’ultimo particolare è quello che forse sta facendo “sfrecciare” Uber – ma non è il solo).
E’ evidente che ci troviamo di fronte ad un bel dilemma, Uber o Tassisti regolari? Nella mia esistenza finora ho utilizzato il Taxi una volta solo e tanti anni fa (mi ero perso a Padova – incredibile), una corsa di qualche chilometro fino alla fermata delle corriere per Venezia nel breve tragitto ho chiacchierato con l’ autista del Taxi (anche simpatico), il costo non lo ricordo assolutamente eravamo ancora alla Lira ma credo qualche migliaio di lire, credo sia improbabile (ma non impossibile) che io utilizzi Uber (in questi anni mi muovo molto poco).
Da quello che ho potuto percepire leggendo di questo nuovo servizio, praticamente anche io posso fare il “tassista” mi basta l’ auto e la patente al resto pensa tutto Uber (fermo restando che in questo caso l’ autista potrebbe rischiare patente, l’ automobile e una bella multa), ma allora le tasse chi le paga, ma sopratutto come fa un sevizio quasi “abusivo” a costare meno di quello offerto dai Tassisti in “regola”? Cosa si nasconde dietro questo “meccanismo”? Chi ci guadagna veramente? Come fa ad essere un sevizio ancora presente se chi trasporta le persone è un “perfetto sconosciuto”?
Al momento in cui scrivo questo post ho notizie che in vari Paesi Europei i Tassisti stanno mettendo al bando Uber paralizzando giustamente le grandi città, è praticamente scontato che tra qualche mese Uber diventerà illegale in molte nazioni, non per ultimo proprio qualche ora fa è trapelato che i servizi offerti da Uber in Australia durante l’ attacco terroristico a Sydney i prezzi del servizio sono schizzati alle stelle per chi voleva allontanasi dal posto, insomma uber ha speculato sull’ accaduto. Tassisti regolari o Uber? Come detto in precedenza non uso entrambi i servizi ma se “tanto mi da tanto” a voi la scelta.
Se volete commentare, aggiungere o correggere quanto da me scritto vi invito a scrivere. Grazie.

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