Lettera a Susanna Camusso: la CGIL che vorrei!

Lettera a Susanna Camusso: la CGIL che vorrei!Non è questa! Non è neanche quella degli ultimi 20 anni! Gentile Segretario, mi scuserà ma mi sento di scriverLe questa lettera e lo faccio attraverso questo blog che ho aperto qualche anno fa come “passa tempo” (che da disoccupati passa molto lentamente), ma che poi è diventato un mezzo per comunicare ed esprimere quello che penso, se le scriversi attraverso le normali procedure probabilmente il “messaggio”  andrebbe perduto, qui invece resta. Francamente non credo che Lei leggerà mai questo scritto, ma se ho “fortuna” magari qualche suo collaboratore potrebbe (esplorando la rete) scoprirlo e farglielo notare.
Non ho più la tessera del Sindacato CGIL, non lo più rinnovata ormai da qualche anno; in tutta sincerità non me la sono sentita e non tanto perché da disoccupato non potevo permetterlo (i disoccupati credo che paghino ancora 15 euro all’ anno), ma per il semplice motivo che non mi sentivo più “rappresentato” da quello che un tempo è stato uno dei punti (forse l’ unico) di riferimento più significativo per tutta la classe operaia nel nostro paese.
Gentile Segretario, io non ci credo più! Lei ha preso in mano un Sindacato che è stato guidato negli anni passati da persone che poi sono diventati parlamentari, Sindaci di grandi città, e addirittura governatori di regione; ma non è questo il punto, il fatto è che “noi” ci fidavamo di queste persone! Forse è stata “colpa nostra”, non siamo stati attenti che con il passare degli anni qualcosa stava cambiando (in peggio purtroppo), pagavamo e nel contempo siamo stati a guardare impotenti (senza capire) mentre quelli che dovevano difendere i nostri diritti acquisiti che ci avevano consegnato con tanti sacrifici e lotte operaie i nostri padri, li lasciavano “sciogliere come neve al sole”.
Della CGIL, di quella CGIL che conoscevo e di cui io ricordavo l’ impegno costante e incessante non è rimasto quasi nulla, è tutto cambiato! Il risultato di questa attuale CGIL è iniziato nei primi anni ’90 da li in poi parlare di sindacato diventa un po’ triste per me, certo non voglio fare di tutta “l’ erba un fascio” (come hanno sempre fatto i furbetti quando c’è da pagare e lavorare), di persone che hanno avuto la costanza di stare vicino alle persone che lavorano anche in questa CGIL ci sono ma credo che non abbiano molta voce in capitolo.
Gentile Segretario, mio padre è ancora vivo, cammina piegato, segno di una vita passata tra la fatica (quella vera) ma orgoglioso di essere stato in prima linea per lasciare a me e a quelli della mia generazione il sacrosanto diritto di lavorare per poi passare gli ultimi anni di vita degni di essere vissuti. Ci avevano lasciato il diritto acquisito di andare in pensione dopo 35 anni di lavoro (tanti se paragonati a quelli che in pensione vanno dopo solo 5 anni e che non “sfiorano” neanche con un dito la fatica che gli operai fanno tutti i giorni), ora invece siamo costretti a lavorare quasi 50 anni per mantenere privilegi che in ogni caso nessuno ha meritato (nello stato sociale disastroso in cui ci troviamo non credo ci siano meriti!).
Probabilmente (il condizionale è d’ obbligo, non seguo più), la CGIL non ha mai firmato e/o avvallato leggi che io definisco impopolari, ma è proprio questo il punto fondamentale, forse si è semplicemente limitata a guardare ben sapendo che quelli che avevano cominciato ad immaginare il nostro paese come una sorta di “grade azienda” avrebbero trovato la strada spianata e senza ostacoli.
Ci sono riusciti, hanno fatto in modo di far pagare tutto (non sono riuscito a trovare qualcosa che non si paga) e quello che non si paga lo hanno rivoltato contro. Non sono “arrabbiato” mentre Le sto scrivendo questa lettera, ma sono molto deluso, questa non è la CGIL che ricordavo non riesco più a capire da quale parte sta!
Gentile Segretario, qualche giorno fa ho letto su un quotidiano che il Sindacato si sta opponendo in modo decisivo a quello che io definisco un’ altra trovata pubblicitaria per rimediare voti (i prepensionamenti nella Pubblica Amministrazione). Forse è arrivato il momento in cui la CGIL ritorni a scelte che in passato sono stati vincenti alzando la sua/nostra voce, non mi importa se a 60 anni dovrò prendere le manganellate, ma non voglio, anzi mi rifiuto di lavorare 50 anni per persone che vogliono “il caviale a tavola tutti i giorni” (tra l’ altro preso a tradimento), mentre all’ operaio viene negato il pollo alla Domenica!
Gentile Segretario, non era questa la vecchiaia che avevo immaginato, e non era neanche questo il futuro dei miei/nostri figli che alla soglia dei 30 anni sono sempre più disoccupati.
Questa non è la CGIL che voglio, non è la CGIL che vorrei! Ricordo una CGIL di moltissimi anni fa, di cui “mio/nostri padri andavano orgogliosi ed è la CGIL in cui credevo io. Susanna, Faccia in modo che io possa crederci ancora! Grazie della Sua attenzione. Suo Mario.
Se volete commentare, o, aggiungere altro il blog è a vostra disposizione. Grazie

3 thoughts on “Lettera a Susanna Camusso: la CGIL che vorrei!

  1. Mettiamoci anche che i soliti furbacchioni posso “rubare” tranquillamente, e se scoperti passano la pena in ville dorare con tanto di stipendio che “noi”paghiamo. La realtà è questa, il resto è un continuo bla, bla, bla, che non porta a nulla! Saluti.

  2. Mi piacerebbe sapere quali sono state le conquiste sindacali degli ultimi 20 anni?

  3. Certo che come sindacato la cgil ha avuto le sue belle rensponsabilità, se siamo arrivati a questo punto vuol dire che non saputo o voluto avere scontri con la classe diregente (forse perchè di cui anche loro fanno parte). Ciao

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