Lettera ad Alessandra Moretti: il vestito che vorrei

Lettera ad Alessandra Moretti il vestito che vorreiQualche settimana fa, Alessandra Moretti, candidata per il PD come presidente della regione Veneto alle recenti elezioni regionali del 2015, ha “accusato” il suo team, o, comunque quelli che dovevano “vigilare sulla sua “immagine”, di averla vestita come un ferrotranviere, non è tutto, la stessa Moretti, ha poi ritenuto non proprio azzeccata l’ idea di visitare tutti i comuni del Veneto, in quanto, questo “particolare” ha riservato lo stesso tempo di visita, sia ai comuni con 200 abitanti, sia a quelli con 100 mila; altri dettagli, come la poca presenza in tv, hanno fatto il resto.
Le elezioni regionali in Veneto per Alessandra Moretti (che si era dimessa da Euro Parlamentare), non sono andate come previsto, tuttavia la stessa è tuttora consigliere regionale di opposizione; qualche giorno fa un lettore del bolg, ha lasciato nella nostra casella e-mail una lettera indirizzata proprio all’esponete del PD, lettera che trascrivo integralmente dopo averla verificata.
Ecco il testo: Gentile Dott.ssa Alessandra Moretti, di recente non ho potuto fare a meno di leggere alcune sue dichiarazioni riguardo la campagna elettorale per le elezioni regionali in Veneto, quella che più mi ha colpito dal punto di vista di chi lavora, è stata la battuta “mi hanno vestita come un ferrotranviere”; non Le nascondo che mi è saltato subito “all’occhio” che la stessa frase (secondo me – infelice) avrebbe in qualche modo “offeso” la categoria di questo rinomato “corpo” che si occupa di far muovere (in generale), l’Italia sulle rotaie. E’ vero, i ferrotranvieri non sono vestiti nel migliore dei modi, gli stessi portano una divisa, che probabilmente non è stata “disegnata” da un grande stilista, escludo anche che, in futuro i ferrotranvieri possano cambiare look, con la crisi che tuttora attanaglia il nostro Paese, credo che queste siano priorità da rimandare. Sono venuto a vederLa, quando nel suo tour per i comuni veneti, è giunta a Mira, in tutta onesta devo dirLe che il suo abbigliamento non era male, anzi, dalla mia prospettiva risultava adeguato al personaggio pubblico quale Lei è; purtroppo, non posso dirLe altrettanto da quello che ho udito nel suo “discorso”, francamente, mi sarei aspettato qualcosa di diverso, invece mi sembrava di ascoltare una persona che proponeva idee coerenti con la “vecchia” Democrazia Cristiana degli anni ’80, insomma, non mi è sembrato di sentire un esponente di sinistra quale il PD, si è auto-appropriato di questo termine; Le confesso che dopo circa 20 minuti (a malincuore), ho imboccato l’uscita e sono tornato a casa. Devo anche confessare che, non ho votato per lei, e neanche per Zaia, a dirla tutta non ho votato per nessuno, come faccio da diversi anni, onestamente, non saprei chi votare, tra tutte le forze politiche che attualmente ci sono nel nostro paese, e, che continuano a scindersi creando ancora partiti, non vedo neanche minimamente in lontananza una corrente di sinistra degna di questo nome, e questo la dice lunga su quello che sarà il futuro per tutti quelli che sono disoccupati. Stiamo attraversando un periodo cupo per il nostro Pese (che dura da un decennio), tutto quello che si è fatto fino adesso (riforme e controriforme) non hanno prodotto nessuno beneficio, anzi, hanno peggiorato la situazione, di cui ancora non si intravede la soluzione; gentile Alessandra, come accennato prima, io non vedo nel PD un concreto segno di sinistra, se siamo in questa terribile situazione, è probabile che più di qualcuno ne tragga beneficio, e questo mi fa capire che sarà molto lungo il tempo necessario affinché l’Italia esca da questa situazione in cui si trova; a mio modesto parere, se davvero il partito a cui Lei “appartiene” vuole riacquistare fiducia da parte di chi si è sentito tradito in questi ultimi anni, deve riscoprire “radici” che in passato sono state vincenti, solo cosi (forse), il nostro Paese può farcela. Io sono pronto a rivederla, ed ascoltarla, magari alle prossime elezioni politiche, che spero si tengano al più presto, prima che sia troppo tardi (è già tardi). Ma quale era il “vestito giusto” per Lei? Se come dichiarato quello da ferrotranviere non ha dato il “tocco” in più, forse era il caso che Lei intervenisse direttamente sul suo look, d’altronde, come Donna, e, come candidata aveva il diritto di scegliere. Cordialmente. Un disoccupato. Lettera firmata.
Se volete commentare (e mi auguro lo facciate), o, correggere quanto scritto, oppure se conoscete altri particolari su questo caso del vestito da ferrotranviere di Alessandra Moretti, e volete aggiungerli nel post, vi invito a lasciare un vostro messaggio. Grazie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*