Lavoro e professionalità, un diritto ormai perso

Lavoro e professionalità, un diritto ormai persoEntrambi i primi punti del titolo di questo “post” sono in discussione, ma quello che voglio evidenziare in questo “articolo” è la professionalità! Nel corso degli ultimi anni la professionalità nel mondo del lavoro è andata via via scomparendo, fino ad arrivare in alcune situazioni lavorative dove non c’è ne pressoché più traccia. Ma cosa è successo, e soprattutto che cosa era la professionalità? Per molti che hanno una certa età, sarà facile ricordare i primi anni del 1980 (ma lo scrivo per quelli che non hanno vissuto quel periodo), perché è da li che comincia la lunga strada del declino, di quello che ormai è una perdita grave di un diritto fondamentale lavorativo che i nuovi assunti in una azienda avevano: la professionalità.
Se torniamo indietro fino a ricordare questo modo di “lavorare” da parte delle aziende, tanti ricorderanno che quando una ditta assumeva un nuovo operaio (giovane) lo si assumeva con un contratto di apprendistato che poteva durare fino a 3 anni, ma la cosa più importate, era che lo stesso veniva fatto lavorare insieme ad un “collega” molto più anziano (generalmente prossimo alla pensione) che gli insegnava tutte le dovute prassi di come un lavoro doveva essere eseguito nel migliore dei modi, e in sicurezza, il tutto poteva durare dai 6 mesi (per certi giovani più intraprendenti) fino alla fine dei 3 anni di apprendistato per lavori molto più complessi che richiedevano maggiore attenzione e precisione. Questa era la professionalità.
Cosa accade adesso nelle aziende? L’ apprendistato c’è ancora, e può durare oltre i tre anni (molto oltre), ma a volte viene usato in modi molto diversi dagli scopi prefissati, quindi, qualche giovane non si deve meravigliare se nello stesso giorno che viene assunto gli danno gli attrezzi per costruire una “nave” senza nemmeno averla mai vista!
Funziona così adesso, non in tutte le aziende per fortuna, ma funziona così! Questo cosa comporta? Se date un’ occhiata alle statistiche dell’ INAIL vi renderete conto di cosa ha portato la perdita della professionalità in termini di infortuni, a questo si aggiunge una scarsa qualità del lavoro, e la soddisfazione lavorativa personale.
Come mai siamo arrivati a questo punto? Nel corso degli ultimi decenni molte aziende hanno dovuto “tagliare” i costi, e investire in professionalità, magari sugli assunti con contratto a termine diventava molto oneroso, ma soprattutto, (è questa la cosa che più dispiace) hanno voluto far vedere (con risultati a tutt’oggi scadenti) a tutti gli operai che si possono sostituire in qualsiasi momento, perché c’è sempre un’ altro pronto a prendere il posto, anche se lo stesso non ha competenze necessarie.
Ci auguriamo di sbagliaci, ma per noi era questa la professionalità. Se avete avuto qualche esperienza a proposito fatemelo sapere. Dite la vostra! Grazie.

2 thoughts on “Lavoro e professionalità, un diritto ormai perso

  1. io Quando sono stato assunto nella ditta dove lavoro, mi hanno dato una lista di strade (scritta a casaccio), e dovevo svuotare le immondizzie. Peccato che m trovavo in un paese che non conoscevo. Io dico ma mi volete fare accompagnare almeno una volta per capire!

  2. Sentite la mia: qualche mese fa mi hanno assunto in una ditta di trasporti, mi hanno dato un giro di consegna dei pacchi su una città sconosciuta e un foglio con le vie. fortunatamente avevo il “navigatore”, ma ho finito tardissimo. E hanno avuto il coraggio di chiedermi come mai ci ho messo tanto!!

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