La legge del taglione: di Don Gianni

La legge del taglione. Di Don GianniQualche giorno fa mi sono recato presso l’ ospedale All’Angelo di Venezia-Mestre per accompagnare mia moglie a fare una visita medica, sfortunatamente in quel frangente di tempo la mia compagna non risultava inserita nei terminali e di conseguenza l‘ attesa è stata più lunga del solito. Fiducioso che qualcuno di buona volontà risolvesse il problema e la stessa venisse chiamata ad effettuare la visita di routine, mi faccio un giro al piano terra dell’ ospedale e noto vicino all’ingresso della chiesetta dei piccoli “giornalini” stampati in bianco e nero che probabilmente lo stesso parroco (Don Gianni) usa per informare i fedeli di quello che succede nell’ ambito parrocchiale.
Incuriosito ne prendo uno per leggerlo, giusto per “ingannare” l’ attesa e tra gli articoli firmati da Don Gianni ne trovo uno dal titolo: Viva il Taglione (sottovoce), dopo aver letto questo artico mi sono reso conto che lo stesso rispecchia (almeno in molti punti) il mio “pensiero” così ho deciso di pubblicarlo ecco il testo integrale:
 Avete inteso che fu detto: occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico: amate i vostri nemici”. Così recita il Vangelo, ma in queste righe, col rischio di scandalizzare qualche anima pura, dico che il taglione era una legge meno barbara dei tempi presenti. Con quella norma, infatti ciascuno pagava quello che aveva rovinato (in molti casi con risarcimento pecuniario). Oggi chi comanda se fa le leggi, chi ha denaro non le rispetta; un ladro di polli si trova in difficoltà estrema; chi rovina l’ economia mondiale si aumenta i premi. Ma qui devo parlare alla Sovrintendenza. A Venezia comanda lei e come servi chiniamo il capo. Si accanisce nel mantenere il pavé sulla “piazza” di Carpenedo. Un’ opera realizzata di recente da incompetenti senza tecnica. Le abitazioni dei vicini, il monastero di clausura, le case della “piazza”, la chiesa e la canonica stanno soffrendo in modo straordinario per il dissesto del manto stradale: tutto trema al passaggio dei mezzi più pesanti. Abbiamo già speso una cifra ragguardevole per sistemare le volte della chiesa, abbiamo pagato per il tetto della canonica e già si vedono nuove fessure sui soffitti. Danni analoghi vengono segnalati anche dai vicini che mi pregano di prendere la parola. Se dovessi presentare il conto dei lavori alla Sovrintendenza mi riderebbero dietro: non ci sono soldi. Ma perché in questi casi chi sbaglia non paga? Ci fosse l’ occhio per occhio…! E se il parroco scrive queste righe chissà cosa dovrà patire in futuro. Ma non mi spavento. La vita è lunga e la verità viene sempre fuori. Don Gianni.
Don Gianni in queste righe è stato “troppo buono”, essendo un’ uomo di chiesa non mi meraviglia più di tanto. Non entro nel merito della questione esposta da Don Gianni, non ho le competenze necessarie e comunque sono cose “delicate”.
Voglio però fare una mia considerazione su qualche punto dell’ articolo, in particolare sugli incompetenti in quanto è vero, nel nostro bel paese di questo genere di persone ce ne sono tanti, persone che fanno tutto al contrario di tutto e che poi sono le stesse che hanno portato il nostro paese nello stato disastroso in cui  si trova.
Se veramente ci fosse la legge del taglione (chi sbaglia paga), ritorneremo a vivere oltre ogni nostra immaginazione. Invece, come detto da Don Gianni: “chi rovina l’ economia mondiale si aumenta i premi”. A voi ogni lecito commento. Grazie.

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