Frontex, una tragedia senza fine

Frontex, una tragedia senza fineNon funziona a dovere, questa “Frontex” che dovrebbe essere una missione umanitaria per salvare quanti ogni giorno abbandonano la loro terra d’origine per crearsi un futuro migliore affrontando una traversata in mare verso le coste italiane a bordo delle famigerate “carrette”, si sta invece rivelando (per molti) la loro tomba, l’ennesima tragedia a largo delle coste libiche che ha visto un numero ancora imprecisato (tra le 700/900) vittime ne è  (purtroppo) ancora una volta una prova di “fallimento” a cui la stessa Unione europea non è in grado di porre fine, la stessa UE si limita a dire: facciamo quello che possiamo – siamo profondamente dispiaciuti.
Ancora un tragedia, la stessa di qualche anno fa, ancora il Canale di Sicilia scenario di una ecatombe che ha visto un naufragio che rischia di essere una delle peggiori tragedie di migranti. Gli stessi migranti che erano partiti a bordo di una “carretta del mare” da una zona imprecisata delle coste della Libia, ammassati come bestie in un peschereccio che al massimo poteva trasportare 50/80 persone.
I soccorsi sono scattati subito, grazie al sistema di “ricerca satellitare”, ma questo non ha impedito (purtroppo) che si verificasse la catastrofe umanitaria. Sul posto del naufragio è attualmente (mentre scrivo questo post) in corso un’intervento di soccorso che vede coinvolte molte forze unite in un unico scopo. Molti i messaggi di cordoglio che sono giunti dalle nostre forze politiche, dal Presidente Sergio Mattarella, a Papa Francesco, non manca anche chi attribuisce la colpa di questo evento funesto all’attuale governo che persevera su questo delicato compito a cui l’Italia è chiamata giorno per giorno ad intervenire.
Frontex, è l’Agenzia europea delle frontiere, il primo novembre 2014, ha dato “vita” a Triton, che è in sostituzione di “Mare Nostrum”, la stessa operazione non ha la priorità di salvare le vite in mare (come precisato dai vertici dell’Agenzia), ma monitorare il controllo delle frontiere, ed eventualmente intervenire solo in caso di necessità. Molti migranti vengono salvati per poi ospitarli in centri di accoglienza, che nostro Paese oramai sono al collasso, ma le persone che perdono la loro vita inseguendo un “sogno di libertà e il miraggio di una vita migliore” non posso compensare questo “maldestro” tentativo di garantire a questi “cittadini del mondo” un avvenire dignitoso.
Francamente (e personalmente) quanto dichiarato dalla UE non mi trova d’accordo, “facciamo il possibile – ci spiace”, non mi sembra degno di un’Europa (questa Europa), che si prefigge di fare di centinaia di milioni di persone “cittadini europei”. Quante migliaia di persone dovranno ancora perire in situazioni simili prima che i “potenti” si accorgano che forse è il caso di fare realmente un fronte comune su questo oramai è diventato un “problema” che riguarda tutti.
Invito tutti a leggere un’articolo di Repubblica dove sono elencate tutte le tragedie che si sono verificate in questi ultimi vent’anni nella zona di mare interessata (Canale di Sicilia). Fate qualcosa perché si può fare!
Se volete aggiungere altro a quanto da me scritto, oppure commentare, o correggere qualcosa, vi invito a lasciare un messaggio. Grazie.

One thought on “Frontex, una tragedia senza fine

  1. Leggo delle contraddizioni, sopra Frontex dovrebbe essere una missione umanitaria, sotto diventa solo di supervisione. quindi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*