Cassa integrazione non arriva: operaio costretto a licenziarsi

Cassaintegrazione non arriva: operaio costretto a licenziarsiContinua la tragedia di chi si trova in cassa integrazione, operai che per colpa di scelte molte volte “scellerate” di dirigenti/proprietari di aziende che lasciano “in strada” migliaia di persone senza reddito, tutto questo ovviamente nella quasi totale indifferenza di chi si dovrebbe interessare al questo grosso problema sociale, i sindacati che come noto incassano i soldi delle tessere ma a mio parere sottovalutano la situazione che sta diventando insostenibile per chi ha una famiglia con figli piccoli, e una moglie da mantenere.
Così Gigio (nome di fantasia), operaio presso una nota impresa Edile di Venezia da qualche anno in grave crisi, è costretto a licenziarsi perché da Dicembre 2012 non percepisce più la cassa integrazione.
Ho una moglie e due bimbi piccoli, e da 3 mesi non sto pagando l’ affitto all’ente proprietario dell’ appartamento in cui vivo, non sto pagando più nemmeno le bollette di acqua, luce e gas, sono costretto a chiedere qualche soldo ai miei suoceri pensionati, per dare da mangiare ai bambini.
la tragedia e dietro l’angolo, e sembra che nessuno si interessi della nostra situazione, se chiamo i sindacati non sanno dirmi nulla a proposito, e fanno a “scaricabarile”, questo è molto strano, visto che sono stati loro a firmare la richiesta di cassa integrazione qualche anno fa, strano anche il motivo per cui gli operai dell’ impresa dovrebbero utilizzare la cassa integrazione a turno, e invece a lavorare sono sempre gli stessi  (incredibile), gli stessi che poi sono amici, e amici degli amici dei sindacalisti.
Ai servizi sociali del mio comune dove mi sono rivolto, mi hanno detto che per avere le “agevolazioni” previste dalla legge per chi è senza reddito devo portare il modello ISE che come noto verrà rilasciato in Luglio 2013, (se porto quello dell’ anno scorso risulta in regola, ma lavoravo!).
Il problema è adesso, non c’è più tempo, e dopo si meravigliano se qualcuno si suicida per la disperazione, o compie atti inconsulti. Forse i signori del sindacato se la prendo con molta, troppa tranquillità, ma è comprensibile visto che per loro lo stipendio arriva puntuale tutti i mesi, come pure chi dovrebbe anticipare i soldi della cassa integrazione, indifferenti ai drammi famigliari di chi vive senza reddito. Sono costretto a licenziarmi, ma sorge un’ altro problema: i soldi del TFR me li danno subito? O devo aspettare anche quelli, visto che l’ azienda è in crisi! Cosa faccio?
Vi invito a lasciare la vostra opinione su questo grave problema che sta attanagliando sempre di più i disoccupati. Grazie.

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