C’era una volta il PCI

C’ era una volta il PCIEra molto che volevo dire la mia su questo argomento, anche se sono passati molti anni da quando ho sentito parlare per l’ ultima volta del PCI (Partito Comunista Italiano) tanti anni, e se dovessi fare una “riflessone” completa su quello che io mi ricordo ci vorrebbero centinaia di pagine di questo blog, e inoltre sarebbe parecchio stancante per chi legge. Il “mondo” è cambiato negli ultimi 25 anni (guarda caso proprio da quando il P.C.I. ha cambiato nome), a malincuore è cambiato in peggio, peccato, perché eravamo quasi riusciti a raggiungere un livello di vita dignitoso, evidentemente questo ha dato “fastidio” a più di qualcuno che si era accorto che l’ operaio dopo decenni di proteste era riuscito a permettersi il pollo a tavola ogni Domenica.
Per quello che io ricordo i cambiamenti sono iniziati poco dopo le “conquiste sindacali” (siamo alla fine degli anni ’80), dove quelli che “contavano” all’epoca ci avevano fatto credere che il mondo del lavoro aveva raggiunto una certa solidità sindacale, e che si poteva ancora migliorare con ulteriori sforzi; non è stato così purtroppo, poco dopo sarebbe arrivato un non meglio precisato “rifiuto” a quello che era il Partito Comunista Italiano, e più in generale, nel “mondo” si ebbe la convinzione che questo fosse causa di guai dove il Comunismo aveva il potere.
In molte nazioni (soprattutto dell’ Est Europeo) cominciarono a montare le proteste contro quello che veniva definito una “dittatura” (il Partito comunista), si innescò così un’ effetto “domino” che ben presto portò tutti i Leader di queste nazioni a “gettare la spugna” (quelli che non lo hanno voluto fare, ci hanno rimesso la vita); man mano che le nazioni interessate da questa “dittatura” venivano liberate dalla “democrazia” cominciarono a sopraggiungere altri problemi (i cambiamenti spesso richiedono sacrifici), scoppiarono guerre e proteste (che in alcuni posti sono ancora in corso), anche con molte vittime, guerre se andiamo a riguardare i fatti che sono successi forse si potevano evitare, ma questo “particolare” lo lascio a posteri.
Come è ovvio, anche in Italia si è provveduto a fare il “cambiamento” (anche da noi ci furono le relative proteste con episodi poco piacevoli), ed è nei primi anni del 1990 che quelli che fino ad allora si definivano “comunisti” forse “trainati” dal tanto amore per la democrazia presero la decisione di abbandonare quella “linea” che altri avevano indicato, cambiando nome, e simbolo del Partito Comunista Italiano.
Oggi Il Partito Comunista “resiste” (se così posso dire) solo in poche nazioni del mondo, in altre nazioni il solo pronunciare il nome P.C. potrebbe causare serie conseguenze. Ma davvero è tutto “oro quello che luccica”? Si è fatta veramente la scelta giusta? Personalmente non ho la risposta, mi limito a guardare quello che la democrazia a creato in tutti questi anni dove non c’era, il risultato è che se davvero queste nazioni sono state liberate dal “comunismo”, la “sofferenza” non è diminuita di molto, potrei dire che sono “cambiati i maestri ma la musica è sempre quella”, e per dirla più chiaramente, le “ricchezze” che prima venivano in qualche modo suddivise adesso sono entrate in possesso di pochi, molto pochi (i nuovi ricchi). In Italia è vero, si è provveduto a cambiare il nome al P.C.I. ma era il nome da cambiare o le persone che c’erano al suo interno?
A mio avviso la vera storia di quello che era il Partito Comunista Italiano finisce con la scomparsa di Enrico Berlinguer, vi invito a rivedere (in rete si trovano ancora dei filmati) quello che lui è stato per i lavoratori dell’ epoca, nessuno è mai stato capace di portare in piazza milioni di persone (i leader politici attuali lo possono solo sognare), da li in poi, la storia del cambiamento fino ai giorni nostri è quella che si vede adesso!
Forse negli anni ’80 l’ operaio si poteva permettere il pollo a tavola la Domenica, ma qualcuno aveva intuito che se continuava, non ci sarebbero state le condizioni (“per lui”) del caviale e champagne tutti i giorni!
Forse è stato il non credere a Babbo Natale che ha portato alla scomparsa di quello che era il “partito dei lavoratori”, magari se ci avessimo creduto almeno un pochino chissà, forse……. Il cambiamento c’è stato, è come se c’è stato, ma il “gioco valeva la candela? Il P.C.I. non esiste più, esiste solo il ricordo nelle menti di chi credeva in quell’ideale che ormai è andato perduto. E’ questa la fine? Buon Natale. Un disoccupato da 6 anni.

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