Auguri a Pietro Ingrao, “l’ultimo comunista”

Auguri a Pietro Ingrao, l'ultimo comunistaOggi Pietro Ingrao compie 100 anni, nato a Lenola in provincia di Latina il 30 Marzo 1915. Dovrei scrivere qualcosa per auguragli buon compleanno, ma purtroppo non ho avuto l’onore di conoscerlo personalmente anche se la mia età è in linea con i suoi ultimi anni della vita politica italiana. Non ho avuto modo di conoscerlo ma da quello che ricordo è rimasto sempre vicino a quelli che sono gli ideali della classe lavoratrice italiana e quest’ultimo particolare basta e avanza.
Non è facile rimanere vicino alle persone che in cambio possono dare solo la loro stima questo Pietro Ingrao all’epoca lo sapeva bene, lo stesso ideale che ha fatto e fa di lui una persona straordinaria che ha visto e partecipato in prima persona a tutte le conquiste operaie che diedero una vita più dignitosa ai più deboli nella scala gerarchica del nostro Paese.
Certo che giungere ai 100 anni è un bel traguardo, personalmente non so come Pietro Ingrao abbia visto gli ultimi 2 decenni della politica italiana (se politica si può chiamare) ma credo sia rimasto dispiaciuto nel vedere un lento ma inesorabile decadimento di tutto quello che i lavoratori insieme a lui e in tanti anni di vertenze operaie avevano conquistato tra mille difficoltà.
Di Pietro Ingrao si ormai scritto tutto, sui quotidiani potete trovare ogni sorta di notizia e in 100 anni di vicende da scrivere ce ne sono tante, francamente non ho voluto leggere quanto scritto dalle testate autorevoli su questo suo centesimo compleanno forse mi avrebbe aiutato a raccontare qualcosa del suo passato ma come scritto sopra e sottolineato mi bastava essere consapevole di “quello”.
Ho voluto tuttavia riportare qualche passo della sua biografia che potete leggere sul suo sito (qui) anche se lui stesso definisce Internet come mezzo di comunicazione inconsueto per uno che è nato nel 1915. Pietro Ingrao nasce in una famiglia di proprietari terrieri dell’alta borghesia locale ( Lenola – Latina), ma con radicate tradizioni liberali.
Il nonno, Francesco Ingrao, era un mazziniano, rifugiatosi presso i parenti di Lenola dalla natia Sicilia, dove era ricercato per cospirazione contro il governo; in seguito si unì anche alle truppe di Garibaldi. Sposatosi con una cugina, fu sindaco di Lenola per molti anni, e scrisse un libro ripubblicato nel 2001, “La bandiera degli elettori italiani”. Con la cittadina di Grotte, luogo d’origine del nonno, Pietro ha poi stabilito negli anni un fitto dialogo, ricevendone nel 2001 la cittadinanza onoraria. Pietro è il secondogenito di una famiglia di quattro figli. Prima di lui Francesco, dopo di lui Anna e Giulia. Dopo gli studi classici a Formia, si trasferisce con la famiglia a Roma, dove prende la laurea sia in Giurisprudenza e che in Lettere e Filosofia. Tra il 1934 e il ’35 frequenta il Centro sperimentale di cinematografia, come allievo regista. Nel 1936, l’aggressione franchista alla Repubblica spagnola rappresenta per lui uno spartiacque: intensifica i contatti con altri giovani antifascisti, e, tramite questi, con l’organizzazione clandestina del PCI. Tra i cospiratori ci sono Lucio Lombardo Radice e sua sorella Laura, di cui Pietro si innamora. Nel 1942, dopo l’arresto di molti componenti del suo gruppo, Pietro entra in clandestinità, e opera tra Milano e la Calabria. Il 26 luglio 1943 organizza con Elio Vittorini, a Milano, il grande comizio di Porta Venezia; lavora inoltre all’edizione clandestina dell’Unità, prima a Milano e poi a Roma, dove nel 1944 entra nel comitato clandestino della federazione del PCI………… Il 5 luglio 1976 è eletto presidente della Camera dei Deputati, e in questa veste, nel 1978, vive in prima linea i giorni drammatici del sequestro e dell’assassinio del Presidente DC Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse. Resterà in carica fino al ’79, anno in cui chiederà di essere sollevato dall’incarico. Nel 1989, Ingrao si oppone alla svolta di Achille Occhetto che trasformerà il PCI in PDS, ma è contrario ad ogni ipotesi di scissione. Nel 1991 aderisce al PDS, come leader dell’area dei Comunisti Democratici. Abbandona il partito nel ’93, aderendo poi a Rifondazione comunista, cui rimarrà iscritto fino al 2008. Tra la fine del secolo e i primi anni del nuovo millennio, Ingrao si dedica soprattutto all’attività di riflessione e di scrittura, senza rinunciare ad un impegno diretto sui grandi temi del nostro tempo: la pace, il razzismo, le lotte operaie, la democrazia.
Pietro Ingrao non è stato solo una persona che aveva a cuore lo stato sociale degli operai, oltre a questo Ingrao era anche poeta, scrittore, giornalista e molto altro. Per me che sto scrivendo questo post mi viene difficile pensare come quello che attualmente si autodefinisce “partito di sinistra” abbia potuto “perdere” gli ideali che sono quelli di Pietro Ingrao, ideali sani che hanno fatto la storia del nostro Paese che erano e sono tuttora vincenti.
Il mondo è cambiato, ma il tempo delle rivolte non è sopito: rinasce ogni giorno sotto nuove forme. Decidi tu quanto lasciarti interrogare dalle rivolte e dalle passioni del mio tempo, quanto vorrai accantonare, quanto portare con te nel futuro.
Tanti auguri di buon compleanno Pietro e grazie per quello che hai dato al nostro Paese. Se volete aggiungere altro a quanto scritto vi invito a lasciare un vostro commento. Grazie.

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